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Da 0 a 3 anni
Sono nata la mattina di mercoledì 02-09-1998. I miei genitori non sapevano se doveva nascere una femmina o un maschio; avevano scelto un nome da maschio e due da femmina, Sara e Chiara.
Mia mamma è arrivata all'ospedale alle 9,15 con mia zia. Tutti i medici erano in grande attesa perché io avrei inaugurato il nuovo reparto,infatti ero la prima a nascere in quell'ospedale; solo che quando sono nata c'erano solo l'ostetrica e il pediatra, perché tutti gli altri medici se ne erano andati via pensando che sarei nata molto dopo, invece stavo per nascere in corridoio!
Mentre nascevo mio padre era al casello dell'autostrada di Brescia. Quando, un'ora dopo, alle 11,45 è arrivato in ospedale, i miei genitori hanno deciso di chiamarmi Sara.
Nel pomeriggio sono arrivati i giornalisti del Giornale di Brescia per scrivere un articolo sulla prima nata all'ospedale “La Città di Brescia” , cioè io:sono finita in prima pagina!
Sono tornata a casa due giorni dopo la mia nascita.
Ho iniziato a parlare molto presto,facendo discorsi di senso compiuto e parlavo moltissimo, dovevano dirmi “basta!”
La mia pediatra aveva chiesto a mia mamma “Parla?” al posto di mia madre ho risposto io “Io parlo eh, parlo!” .
A 10 mesi ho iniziato a camminare.
Non volevo assolutamente il ciuccio, perché mi impediva di parlare.
A un anno mi sono tagliata il sopracciglio e mi mia mamma mi ha portato in ospedale. Non mi hanno dato i punti perché ero troppo piccola e quindi mi hanno messo gli sterilstrip, dei cerottini.
Adoravo fare puzzle non so il perché, forse perché mi occupavano il tempo e mi davano soddisfazione.
Sfogliavo libri fingendo di leggerli, perché mi piaceva imitare gli adulti.
Una cosa che mi piaceva fare in modo particolare era il bagno con mio fratello:ricordo che giocavamo con “la nave dei pirati”, era il nostro gioco preferito mentre facevamo il bagno. Il gioco consisteva in una nave giocattolo di plastica con degli omini vestiti da pirati: c'erano il capitano,
il vice, il terzo capo, la vedetta..... e così via, noi facevamo “navigare” la nave giocattolo. Mentre giocavamo io davo un sacco di baci a mio fratello, lui rimaneva indifferente e continuava a giocare con la nave .
Mi piaceva bere l'aceto ; i miei genitori me lo dovevano nascondere perché io lo bevevo anche dai vasetti di capperi.
A due anni ho iniziato a frequentare il corso di acquaticità alla piscina Lamarmora. L'idea di essere immersa nell'acqua mi è sempre piaciuta.
Quando mi fissavo con una cassetta di cartoni animati volevo continuare a vederla, imparavo a memoria tutte le sue battute e le continuavo a ripetere, stressando, così, la prima persona che mi capitava a tiro.
Da 3 a 6 anni
A 3 anni ho cominciato ad andare all'asilo e, diversamente da molti altri bambini, a me piaceva andarci; ricordo che quando ci andavo mi divertivo molto con le mie amichette. In mensa ,all'asilo, facevo sempre il bis di primo, secondo e ovviamente del dolce. Dopo qualche mese, qualcuno stabilì che si poteva fare il bis di una sola portata; allora io, per rispettare la regola, finivo il cibo nei piatti degli altri e poi facevo il bis dal dolce.
Mi piaceva spaciugare coi colori, con le tempere, con la pasta sale, infatti, adoravo fare lavoretti manuali e disegnare.
All'asilo era vietato portare giochi per evitare litigi e quindi io portavo sempre qualcosa: fazzoletti, guanti, sciarpe...., per sostituire il mio peluche preferito, una simpatica scimmietta di nome Lilli', da cui non mi separavo mai.
Nello stesso anno ho cominciato a frequentare un corso di nuoto per bambini, ne ero entusiasta perché si giocava, si sguazzava..... ma quando mi hanno portato nell'acqua alta il freddo mi ha fatto passare la voglia di proseguire il corso, così dopo poco ho smesso di andarci. Ora non sento più freddo nell'acqua, passo ore in piscina ad allenarmi tutti i giorni e mi sembra che il tempo, quando sono lì, metta le ali.
All'età di quattro anni, sono stata ricoverata in ospedale a causa di una puntura di vespa giallone; ho scoperto, così, di essere allergica alla puntura di questo insetto e da allora devo sempre portarmi appresso il kit con l'iniezione salva vita. Ricordo che, quel giorno, sul balcone di mia nonna, ho pestato la vespa pensando fosse una mosca, ma immediatamente mi sono gonfiata come un pallone; e disastro la mia lingua si era triplicata impedendomi di parlare!!!!!!!!!!
A cinque anni ho deciso che non sarei più andata in bicicletta, se non mi avessero tolto quelle ridicole rotelline; dopo una settimana di stressanti richieste, il mio dolce papà le ha tolte ed ha iniziato ad insegnarmi....... . Arrivati al parco dopo una mini prova non volevo più salire sulla bicicletta e, dopo qualche ora, durante la quale mio padre cercava di convincermi a salire, siamo ritornati a casa; appena arrivati a casa, ho chiesto di essere riportata al parco e, anche se il mio dolce e paziente papà mi voleva strozzare, siamo ritornati a provare e così ho imparato ad andare in bicicletta senza rotelle. Il giorno dopo ho sfidato il mio vicino in una gara, e, come due geni, siamo finiti tutti e due in una siepe.
A sei anni ho cominciato a sperare che, nove mesi di scuola finissero il più presto possibile!!!!!!!!!!!!!!
Da 6 a 10 anni
Avevo appena compiuto 6 anni quando ho iniziato a frequentare la scuola elementare. Il primo giorno non lo ricordo molto bene. So solo che all'inizio stavo da sola:non conoscevo nessuno perché abitavo a Roncadelle e avrei dovuto traslocare verso la fine di quell'anno. Dopo qualche giorno ho conosciuto Valeria, che è una delle amiche che frequento più spesso.
I miei maestri erano: la maestra Rosaria che insegnava italiano, il maestro Danilo che insegnava storia, geografia, inglese ed ed. fisica, la maestra Gloriana che insegnava matematica e artistica; devo a loro un grosso ringraziamento perché sono stati veramente molto bravi come insegnanti e sono riusciti a darmi la giusta preparazione per la scuola media.
A 6 anni ho ricominciato ad andare ad un corso di nuoto. A 7 anni, Simone, il mio attuale allenatore, mi ha visto nuotare e mi ha chiesto se volevo provare a fare una gara di propaganda; mi ricordo esattamente cosa mi aveva detto:”Hai voglia di provare a fare una gara ?” . Così a 7 anni, a Bagnolo Mella ho fatto la mia prima gara di propaganda. Appena scesa dalla macchina ho detto: “ Ma io non conosco nessuno!” E la mamma di Rosita che era accanto a me e mi ha sentito ha detto: “ Lei è Rosita, così adesso vi conoscete in due!” Ed è stato così che ho conosciuto una delle mie compagne di squadra. La gara è stata eccitante e quando Simone mi ha chiesto se mi era piaciuto e se volevo continuare a fare le gare io gli ho risposto un bel “Sì”.
Quando ho compiuto 7 anni ho ricevuto, in regalo, dai miei zii e dai miei cugini, un bellissimo coniglio nero! Mi ricordo benissimo quando me lo hanno regalato; al momento di scartare i regali mia zia Nadia ha mandato i miei cugini a prenderlo. Quando ho tolto il telo che copriva la gabbia c'era un battuffolino tutto nero, tremante, con gli occhi spaventati. Poi la mia bis-nonna ha detto che era una femmina così l'ho chiamata Lillà. L'abbiamo portato dal veterinario per una malattia della cute, e così abbiamo chiesto se era maschio o femmina e il veterinario ha detto che era maschio così l'ho chiamato Belzebù, ma poi l'ho chiamato con il suo nome definitivo: Merlino. Per i primi mesi è stato libero in taverna, ma poi siccome rosicchiava i fili della televisione, i fili della lavatrice, i tasti del telecomando e tante altre cose, saliva dalle scale e veniva in casa.... l'abbiamo tenuto in una grande gabbia, quando si poteva lo liberavamo in cucina e d'estate aveva un recinto in giardino tutto suo. Me lo ricordo benissimo, lui tutto il pomeriggio dormiva o scavava, quando cominciava a venire la sera cominciava a correre come un matto! E se andava l'irrigazione del giardino correva per bagnarsi! Era tanto bello! Aveva un pelo morbidissimo e lucente!
Nel 2005 abbiamo traslocato da Roncadelle a Ome. La nostra gatta appena arrivata nella nuova casa, se ne è andata per due giorni e, una delle prime notti in cui ha dormito nella nuova casa, è venuta a dormire sul mio cuscino, quindi io per paura che mi graffiasse stavo ferma immobile! Ora si è ambientata benissimo e al posto di dormire sul mio cuscino dorme sul divano!
Questi sono stati gli anni in cui ho frequentato le scuole elementari, noia a scuola tanto divertimento fuori!
Da 11 a 12 anni
A 11 anni ho iniziato a frequentare la scuola media. Io avevo paura perché non sapevo come fosse la nuova scuola, come fossero i professori e come comportarmi. Alla fine delle vacanze estive parlando con Valeria, la mia migliore amica, mi sono accorta che anche lei aveva le stesse mie preoccupazioni. Ci dicevamo: “ Io ho paura di andare alle medie, ma ca sono andati tutti e nessuno è mai morto”.
Io immaginavo che i professori delle medie fossero severi intransigenti.
Fuori dalla scuola ho trovato tutte la mie amiche eccitate e impaurite come me. Seduti in classe la tensione era alle stelle. La prima materia che abbiamo avuto è stata inglese con la professoressa Ferremi Paola. Poi è arrivato il professor Ghitti Roberto, un tipo molto simpatico; lui ci ha insegnato storia, geografia e italiano.
L'ultima professoressa della giornata è stata la professoressa Soldi Germana; all'inizio mi ha fatto una pessima impressione. Quando lei è entrata e noi ca siamo alzati per salutarla lei ci ha guardati con uno sguardo severo come se ci fosse qualcosa che non le andava, poi, con un filo da voce “Buongiorno seduti”. Abbiamo subito iniziato il ripasso il primo giorno di scuola. Mi era sembrata davvero severa e intransigente ma poi si è rivelata tutto il contrario. Nel corso dell'anno mi sono infatti accorta, che è gentile, simpatica e brava. Quando spiega è molto chiara e ogni tanto fa anche qualche simpatica battuta.
Nell'anno della seconda alcuni professori sono cambiati: il professor Ghitti, se ne è andato e al suo posto sono venute la professoressa Aru per storia e geografia e per italiano la professoressa Svanera.
Nel frattempo ho iniziato ad allenarmi per le gare di nuoto nella nuova piscina di Gussago, “ Le Gocce”, insieme al mio allenatore e a tutti i miei amici che si allenavano con me a Concesio e a qualche nuovo compagno.
Abbiamo anche cambiato nome della squadra: da Tuatha de' a Franciacorta.
Il giorno più triste fino ad ora è stato martedì 16-03-2010. Infatti, quel giorno, il mio dolce coniglietto è morto per malattia. Quindici giorni prima si era ammalato di encefalite zoonosi( una malattia che blocca tutti gli arti inferiori e poi si diffonde in tutto il corpo), di tumore e di polmonite. Quella mattina, lui era strano: faceva strani versi e respirava affannosamente. Mi sono spaventata ed ho chiamato mia nonna. Lei l'ha guardato e mi ha fatto capire che sarebbe morto molto presto. Quando sono tornata da scuola, lui era ancora vivo. Mia madre l'ha preso sulle gambe e gli ha fatto un po' di aerosol ma lui ha smesso da respirare e di muoversi. Lo ricorderò sempre nel mio cuore e nella mia mente perché gli ho voluto un mondo di bene.
Per scrivere il prossimo capitolo di questa autobiografia, devo attendere ancora qualche anno perché ho parlato di tutta la mia vita fino a questo momento.
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